Cos’è per voi il vero stile classico? Qual è l’elemento che incarna perfettamente questo stile di vita? Per me qualunque elemento, ben riadattato, riesce a far resuscitare questo carattere che ormai è andato perso con il tempo. Oggi la musica viene vissuta come una cosa quotidiana con telefoni e smartphone, ma è necessario ricordare come nasceva un tempo e attraverso quali mezzi. Oggi parleremo proprio di questo. Il giradischi e l’indimenticabile 33 giri.

La storia del giradischi e il disco inciso.

A quando risale il primo prototipo dell’attuale giradischi? Tra i vari tentativi di riportare il suono al nostro apparato uditivo ne registriamo uno risalente al 1857. Questo “fonografo” riusciva a riprodurre graficamente le onde sonore che trovava sul suo “percorso” ma non c’era modo di riprodurre il suono. Da qui si iniziò a lavorare sulla riproduzione del suono passando per il fonografo di Edison del 1880 e il fonografo a rullo, fino ad arrivare al grammofono, intorno alla prima metà del ‘900. Alcune aziende colpite da questi fantastici meccanismi iniziarono a produrre i primi mobili con meccanismo incorporato. Per arrivare al primo giradischi bisogna aspettare una quindicina d’anni, infatti grazie a vari miglioramenti si iniziò ad incidere su dischi e non più su rulli e dopo un approvazione del pubblico nel 1908 il disco inciso e il giradischi presero sempre più piede fino ad evolversi ed arrivare a ciò che è oggi.

Come e da cosa è composto.

Ci tengo a precisare che oggi vi parlerò solamente delle parti più importanti che compongono il giradischi, quindi vi prego di non sentirvi offesi se non cito alcuni componenti.

  • Il piatto è una parte del giradischi molto importante poiché più è pesante meno vibrazione ha e quindi il suono risulterà più pulito. Il materiale più usato è sicuramente l’acrilico, per i più “fighetti” si fabbricano piatti in alluminio o in vetro stratificato.
  • Il mat o tappetino è una parte fondamentale che va ad incidere molto sulla qualità del suono grazie a tre funzioni principali: evita rumori superflui, evita vibrazioni inutili tra piatto e vinile, ed infine, riduce le variazioni di velocità.
  • Il braccio, senza questo pezzo non potrebbe avvenire la riproduzione della musica, ne esistono diverse forme e consente alla puntina di raggiungere il disco. E’ progettato per garantire una velocità costante.
  • Il portatestina e la testina. Quest’ultima viene connessa al braccio tramite il portatestina, non sempre presente.
  • La puntina è spesso incorporata nella testina ed è quella componente che rileva la traccia audio dai vinili.

Il disco inciso. (per le persone normali “vinile”)

Partiamo dal fatto che è conosciuto con “centinaia” di nomi diversi ma più o meno tutti lo conosciamo come vinile. Facendo un passo indietro nel 1948, scopriamo che, la Columbia Records lo introdusse in sostituzione al 78 giri. Ma cos’è realmente il “vinile”? Semplice! E’ un disco circolare che presenta un solco che va a stringersi verso il centro in cui è codificato analogicamente la registrazione. Da dove viene il nome LP che tutti conosciamo? LP sta letteralmente per Long-Playing e va ad identificare tutti quei vinili che hanno una riproduzione di circa 30 minuti per facciata. Si potrebbe parlare del vinile per ora elencando ogni sua caratteristica, ma è importante ricordare che è un oggetto meritevole di essere trattato con i guanti di velluto, poiché riesce a suscitare dei ricordi che nemmeno le migliori foto. Respect the vinyl

Un piacere da “rispolverare”

Tornando a parlare del giradischi, possiamo dire che è uno di quegli oggetti, che personalmente, mi riporta all’infanzia quando mio padre iniziò ad indirizzare i miei gusti verso un certo tipo di musica, attraverso vinili del “BOSS” Bruce Springsteen, Jimi Hendrix o Velvet Underground.  Credo comunque che nonstante susciti dei ricordi o meno questo oggettino che tanto amo riesca a far provare delle emozioni appena la puntina viene appoggiata sul disco ed inizia a leggere la traccia. Penso sia giusto dare credito al giradischi per tutti questi anni di onorata carriera facendo uscite dalle sue “corde vocali” della buona musica.

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