Uno degli argomenti più cercati sul web negli ultimi anni è: “come vestirsi alla cerimonia nuziale?”, probabilmente perché, cambiando le consuetudini sul modo di vestire, si sono perse quelle regole basilari su “come, dove e quando” indossare un determinato abito e relegando lo stesso alle sole occasioni di massima formalità; inoltre, nascendo con grande frequenza abiti che nulla hanno a che fare col mondo dell’eleganza classica maschile, il quadro complessivo è andato complicandosi ulteriormente.

Prima di iniziare, però, a stilare una sorta di breviario sull’eleganza matrimoniale, è doverosa una premessa che sento fortemente: il periodo in cui viviamo ha reso il matrimonio, religioso o civile, un piccolo spettacolo di moda e malcostume, dove si alternano invitati pronti ad una passerella con altri vestiti da aperitivo al bar; il punto focale della cerimonia è l’unione a vita(si spera) di due persone, quindi spettacolarizzazioni varie sono tanto sgradite quanto maleducati invitati in jeans.

Lo sposo, ça va sans dire, deve essere adeguatamente vestito, ma qualora volesse dare alla cerimonia un particolare tono di solennità, può stabilire un dress code che gli invitati, per quanto possibile, devono seguire; la giusta interpretazione dell’abbigliamento matrimoniale è che esso è un mezzo e non un fine, perché lo scopo della cerimonia non è creare un red carpet, ma unire in matrimonio due persone.

A causa della spettacolarizzazione della cerimonia, molti negozi hanno iniziato a vendere e pubblicizzare abiti con improponibili nuovi tagli fintamente barocchi e tessuti pseudo damascati che nulla hanno a che fare con il mondo dell’eleganza classica maschile, che invece deve rimanere la nostra bussola da seguire.

Venendo dunque agli aspetti pratici, ecco alcuni brevi punti che bisogna seguire per non cadere in situazioni imbarazzanti: partiamo dallo sposo

E lo smoking? Assolutamente NO! L’uso più sbagliato che si possa fare della “cravatta nera” è proprio quello di indossarla ad un matrimonio; la moda di utilizzare lo smoking come abito nuziale ha origine in America, ed in particolare negli Stati Uniti, ma questo malcostume non è legittimato dal fatto che sia praticato sistematicamente in un altro paese.

  • Tight: se la cerimonia viene celebrata entro le ore 18, la scelta più elegante e classica è sempre il tight, le cui caratteristiche le trovate QUI
  • Mezzo tight: scelta meno formale, ma comunque di gran gusto, è il mezzo tight, le cui caratteristiche le trovate QUI
  • Frac: qualora il matrimonio venisse celebrato di sera e si volesse comunque dare un tono di massima solennità alla funzione, il frac è la scelta giusta; per conoscerne le caratteristiche, ecco un articolo a riguardo QUI
  • Completo: la scelta meno formale fra le quattro è il classico completo, il cui taglio più appropriato è quello a tre pezzi abbinato ad Oxford nere; il colore più valido è il blu, ma anche un grigio nelle sue varie sfumature è di ottimo gusto; alcuni piccoli dettagli che possono rendere la mise più ricercata sono, per esempio, la perla sulla cravatta, i polsini con gemelli ed il fiore all’occhiello.
Una mise valida se non si indossa un abito di società: completo blu con panciotto doppiopetto a contrasto e cravatta con perla.

E gli invitati? Le regole possono essere banalmente due: se viene stabilito dagli sposi un dress code, si cerca di seguirlo e, qualora non si avesse la possibilità di farlo(non tutti oggi hanno un tight o un frac nell’armadio), si utilizzerà un abito classico; state tranquilli, a meno che non si tratti del matrimonio dell’erede al trono d’Inghilterra, gli sposi capiranno e non ve la faranno pesare. La seconda regola è quella di non superare l’eleganza dello sposo: mi direte, con gli sposi che si vedono oggi si rischia di trasgredire questa norma con grande frequenza, ma il discorso è da definire su un piano di codice d’eleganza, ossia gli invitati non potranno indossare il tight qualora lo sposo utilizzi un normale abito; se dunque lo sposo deciderà di presentarsi in scarpe da ginnastica e camicia aperta, farà un torto a se stesso e alla sposa: voi siate comunque degnamente vestiti.

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